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Il testamento spirituale di un grande scrittore europeo travolto dal crollo del suo tempo. Nelle sue pagine, Stefan Zweig ripercorre con lucidità e commozione la parabola di un secolo: dalla Vienna fin de siècle, capitale della cultura e della tolleranza, alla catastrofe delle due guerre mondiali che distrussero per sempre l’idea di un’Europa unita e umanista.
Attraverso il ricordo di incontri con figure come Freud, Joyce, Croce, Rolland, Rilke e Strauss, Zweig costruisce un racconto personale e collettivo, il ritratto di una civiltà raffinata e fragile, dissolta sotto il peso dell’odio e del nazionalismo.
Scritta in esilio, poco prima del suicidio dell’autore, quest'opera è una riflessione sulla memoria, sulla perdita e sulla dignità dell’intelletto di fronte alla barbarie che continua a parlare al presente con impressionante attualità.
Il mondo di ieri non va letto come un’autobiografia. La prima intenzione di Stefan Zweig non è lasciare una traccia di sé ai posteri, bensì quella, generosissima, di donare uno strumento utile a riconoscere il più grande pericolo che una società possa vivere: la fine dell’umano.
Scegliamo di pubblicare questo libro – sebbene ne esistano plurime edizioni – per proseguire un discorso di pace che nel catalogo della casa editrice è iniziato con quelli di Bertha von Suttner, Abbasso le armi!, e di Giuseppe Mazza, Campagne di guerra. Un discorso che propone di individuare pagine di Storia simili a quella che viviamo oggi, e attraverso di esse riconoscere i mali che stanno affliggendo le nostre società, sentendoci meno soli nell’affrontarli. Difesa della patria e dei suoi confini, annientamento di popoli fino al genocidio, corsa agli armamenti, piegamento delle politiche economiche a programmi bellici, perdita di ogni aspirazione internazionalista a tutela dei diritti umani: di questo parla Zweig e questo viviamo oggi. Auspichiamo che un giorno, passata anche questa tempesta, Il mondo di ieri diventi una lettura inclusa nei programmi scolastici.
Il libro fu pubblicato per la prima volta a Stoccolma nel 1942, anno in cui lo scrittore austriaco pose fine alla propria vita, suicidandosi insieme alla moglie Charlotte Altmann. La nostra edizione è frutto del lavoro collettivo svolto dal “Gruppo di lettura redazionale” di Prospero Editore, un circolo di lettrici e lettori affezionati alla casa editrice, che si riunisce mensilmente presso la sua sede (Prospero’s Books, a Milano). In particolare, hanno partecipato Francesca Di Pumpo, Elena Gallo, Paola Marconi, Valentina Nizza, Benedetto Prazzoli, Isabel Riboldi, Onofrio Schifanella e Gianmaria Sortino, con il coordinamento di Riccardo Burgazzi.
Le nubi già si addensano e noi dobbiamo restare umani.