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Cosa succede quando il desiderio smette di essere una possibilità e diventa un obbligo?
Un’analisi della trasformazione della sessualità nella società contemporanea, dalla rivoluzione sessuale degli anni Sessanta fino all’affermazione del capitalismo neoliberale.
Se da un lato la liberazione dei costumi ha ampliato le libertà individuali e scardinato tabù secolari, dall’altro ha prodotto nuove norme implicite, nuove aspettative e nuove pressioni performative.
Madesta mostra come il discorso sulla libertà sessuale si sia progressivamente intrecciato con le logiche d el mercato, della produttività e dell’autorealizzazione: il desiderio non è più soltanto un’esperienza intima e contingente, ma diventa un imperativo sociale, una competenza da esibire, coltivare e ottimizzare. Essere desideranti, sperimentare, avere una vita sessuale attiva e soddisfacente si trasforma in parametro di normalità e successo. In questo scenario, chi non si conforma – chi prova poco desiderio, chi lo vive in modo discontinuo, chi si sottrae alla sessualizzazione costante – rischia di essere percepito come carente, represso o addirittura patologico.